Ennesima aggressione ad un avvocato: la morte del rispetto per la nobile professione

Di sabato mattina mi trovo a sfogarmi su ciò che è per me l’ennesimo dato allarmante di una sempre più diffusa mancanza di rispetto nei riguardi dei professionisti.

Nello specifico una donna, un avvocato, è stata accoltellata un paio di giorni fa, nel proprio studio, da un cliente, in una città “civile” come Milano.

Negli ultimi anni le aggressioni nei riguardi degli avvocati si stanno moltiplicando. Ciò a mio avviso non è un dato allarmante, perchè purtroppo è la violenza e la rabbia nei confronti del prossimo che si sta moltiplicando.

Ciò che mi spaventa però, è leggere, sentire, ed intuire, che molti pensino che gli avvocati, per il loro essere avvoltoi, si meritino queste forme di violenza nei loro riguardi.

L’avvocato, a detta dell’opinione pubblica, è colui che diventa miliardario sfruttando le disgrazie altrui.

Si dimentica del tutto quale sia la ragione dell’esistenza dell’avvocato.
Ci si dimentica troppo spesso che l’avvocato serve, ed è sempre servito, soprattutto al più debole. Perchè il più forte per farsi ragione non ha bisogno nè di avvocati nè di Tribunali. Il più forte la ragione, il proprio diritto, se lo prende. Come se lo è sempre preso.

Si dimentica troppo spesso il ruolo nobile dell’avvocato e dell’avvocatura. Si dimentica che siamo garanti della Giustizia, in una nazione dove la Giustizia non funziona, dove i giornali non ne parlano, dove i politici pensano ai fatti propri, siamo rimasti gli unici che, una volta ricevuto il mandato, non dormiamo la notte pur di far valere la Giustizia.

Si dimentica che il rapporto tra avvocato e cliente è un rapporto fiduciario. E la parola “fiducia” non è messa lì per caso.

Si dimentica spesso il perchè il compenso dell’avvocato è definito “onorario”. Che agli occhi dei primi clienti, era un onore pagare il proprio avvocato per la difesa che gli si stava garantendo. Non vi erano parcelle, si pagava in base alle proprie disponibilità, era una sorta di donazione per ringraziare dell’onore ricevuto per la difesa effettuata.

Ed ora? Ora si spendono, senza problemi, 40 euro per una cena al ristorante. Ma se un avvocato chiede 100 € per una consulenza è un furto, e lui è un furfante. Non si capisce che quella consulenza è il risultato di anni ed anni di studio ed aggiornamenti.

Siamo nell’epoca in cui Gianni Morandi è stato insultato da migliaia di utenti perchè ha osato andare a fare la spesa di domenica: ciò dimostra, agli occhi della gente, il non aver rispetto per chi la domenica è costretto a lavorare per dare da mangiare alla propria famiglia.

Ma di contro nessuno pensa a quanti avvocati passano la domenica a lavorare, per poter dare da mangiare alla propria famiglia. Tutto è dovuto. Se l’avvocato lavora di domenica è solo perchè così potrà comprarsi la barca più grande. Questo pensate.

Sia chiaro, alcuni colleghi hanno contribuito a macchiare la fama della nostra professione. Ma non è giusto che per alcune macchie nere ne debba pagare le conseguenze l’intera categoria. Perchè vi assicuro che tanto la macchia nera le conseguenze non le paga mai.

Io vorrei solo ricordare all’opinione pubblica che qualora non vi piacesse l’operato del vostro avvocato avreste tutto il diritto di revocare il mandato.
Qualora pensaste che il vostro avvocato abbia lavorato male, potrete vantare pretese economiche nei suoi riguardi (non a caso da ottobre l’assicurazione professionale sarà del tutto obbligatoria).

Ma ciò che non tollero è la mancanza di fiducia e di rispetto per una professione che vi assicuro che chi al giorno d’oggi la esercita, come me, lo fa soprattutto perchè crede in ciò che fa e per la passione e l’amore che ha per il proprio ruolo.

Forza Paola (così si chiama la collega aggredita) hai il nostro pieno sostegno.

CC

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