“Beccato” anni fa con una modesta quantità di sostanza stupefacente: schedato a vita?

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Rispondo subito alla domanda: se non facciamo aggiornare i dati…sì! Nessuno li aggiornerà al posto nostro!

Ma andiamo per ordine.

Come sappiamo, se si è stati sorpresi con una modesta quantità di stupefacenti, la situazione “di allarme” dovrebbe concludersi  con l’invito del Prefetto a non fare più utilizzo di sostanze illegali, nel caso in cui sia la prima volta, o con le sanzioni amministrative del divieto di espatrio e la sospensione della patente.

Nella maggior parte dei casi però la conclusione del procedimento amministrativo ex art. 75 TU stupefacenti (DPR 309/1990) – che, mi ripeto, può riguardare sia l’invito da parte del Prefetto a non fare più utilizzo di sostanze illegali, sia l’aver scontato le sanzioni amministrative come il divieto di espatrio o la sospensione della patente – non viene comunicata alla banca dati CED (o SDI – Database Interforze).

IL CED è il sistema informatico unico di polizia e carabinieri. Serve ad avere immediatamente la situazione penale o amministrativa rilevante (droghe) di una persona. In questo senso è certamente utile ma spesso è usato in modo assolutamente ingiusto.

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Questo significa che anche a distanza di anni si è ancora schedati!

Quindi qualsiasi pattuglia, o qualsiasi funzionario di polizia, può vedere senza difficoltà la segnalazione di cui stiamo parlando. Ciò, oltre ad essere estremamente imbarazzante, può procurare ingenti danni alla nostra immagine e perchè no alla nostra professione. Potrebbero riscontrarsi problemi anche per quanto riguarda la possibilità di fare concorsi pubblici.

Se veniamo fermati alla guida per un normale controllo, le forze dell’ordine potrebbero procedere alla perquisizione della macchina. Ed anche se non si ha nulla da nascondere ciò può risultare estremamente avvilente

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Nella maggior parte dei casi, nel momento in cui un membro delle forze dell’ordine nota, durante semplici controlli di routine, l’irregolarità del passato, cambia atteggiamento nei riguardi del controllato. Delle volte lo tratta come un criminale, anche se l’illecito è avvenuto 10 anni prima. Spesso viene effettuato l’alcool-test e l’ormai sempre più utilizzato droga-test.

E si pensi che questo può avvenire davanti alla propria compagna, ai propri figli o ad un collega, o ad un proprio superiore.

Tutto ciò è assolutamente ingiusto ed illecito

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Ed allora si resta schedati a vita? NO! Fortunatamente l’art. 10 della legge 121/81 prevede la possibilità di essere cancellati dalla banca dati più diffusa, ovvero quella del CED (o SDI – interforze). Per intendersi è quella più accessibile alle pattuglie e ad ogni funzionario di polizia. Dopo la cancellazione si resterà solo negli archivi speciali del Ministero degli Interni (ai fini statistici) ed in quelli attinenti alla lotta al nacrotraffico.

Chi ha diritto? Chiunque abbia ricevuto l’invito del Prefetto a non fare più uso di sostanze illegali e chiunque abbia scontato la sanzione amministrativa.Nel caso in cui dopo la violazione non si è mai ricevuto l’invito al colloquio con l’assistente sociale la domanda di cancellazione può essere richiesta a 5 anni da quando si è stati trovati in possesso della sostanza stupefacente.

Se hai intenzioni di cancellarti ricevi ulteriori informazioni andando su questa questa pagina.

CC

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