Pro e contro della riforma del procedimento penale Orlando 2017

E0702 KLENZE 9463

Molti parlano ed esprimono opinioni a riguardo di questa riforma, ma nella maggior parte dei casi prendono una posizione, si schierano, senza neanche essersi informati.

Per questo motivo voglio parlarvene suddividendo la legge, secondo la mia opinione ed esperienza,  in ciò che ritengo utile ed in ciò che contrasto fortemente.

Premetto che il disegno di legge è in fase di approvazione ma difficilmente ci saranno modifiche consistenti.

Ma ora vediamo insieme i punti salienti della riforma e cerchiamo di capirci qualcosa in più:

1- Estinzione del reato per condotte riparatorie.

“Nei reati procedibili a querela il giudice dichiara estinto il reato, sentite le parti e la persona offesa, quando l’imputato ripara interamente il danno mediante restituzione o risarcimento ed elimina le conseguenze del reato. La regola è che il danno sia riparato prima che abbia inizio il dibattimento.
Una delega, infine, affida al Governo il compito di estendere la procedibilità a querela anche ai reati che arrecano offese di modesta entità salvo che la persona offesa sia incapace (per età o infermità).
L’ambito applicativo del nuovo istituto delle condotte riparatorie è limitato ai reati perseguibili a querela remissibile;
a questa innovazione sono ovviamente collegate le altre norme che estendono la perseguibilità a querela per i reati contro la persona e contro il patrimonio che arrechino offese di modesta entità all’interesse protetto, salvo che la persona sia incapace per età o infermità.
In sostanza, le condotte riparatorie di cui all’art. 1 del disegno di legge realizzano l’apprezzabile risultato di sottrarre l’effetto estintivo della remissione al mercanteggiamento tra le parti private per affidarlo interamente al giudice, neutralizzando così eventuali ritrosie della persona offesa.”

Nella prassi questo argomento era già un punto di forza delle difese. L’averlo inserito una volta per tutte nel codice è sicuramente una positiva novità della riforma penale, anche se mi preoccupa il fatto che la parte offesa non abbia più voce in capitolo.

2 – Gli inasprimenti sanzionatori:

Qui siamo di fronte ad un inasprimento sanzionatorio su 4 reati ad hoc che in comune hanno poco e nulla. I 4 reati in questione sono: furto con scippo, furto in abitazione (da un anno di minimo edittale a 3 anni) rapina (da 3 anni di minimo a 4) e scambio elettorale politico mafioso (portandolo ad una pena prevista da 6 a 12 anni).

Qui siamo di fronte ad una mossa politica che, a mio avviso, non ha nulla a che vedere con le esigenze di Giustizia.

Cambia anche il sistema delle relazioni tra le circostanze attenuanti ed aggravanti, rendendo impossibile che in determinati reati le circostanze attenuanti possano essere ritenute equivalenti o predominanti sulle aggravanti…e questo per me rappresenta un vero e proprio “obbrobrio”

3 – Modifica all’art. 48 sulle sanzioni previste per il ricorso ritenuto inammissibile:

La modifica prevede che si possa irrogare una sanzione fino al doppio precedentemente previsto (da 1000 fino a 5000) nel caso in cui le richieste (come ad esempio il ricorso in Cassazione) delle parti siano infondate…sempre più consolidato il principio del “non veniteci a disturbare”………… CONTRO, la Giustizia deve avvicinarsi ai cittadini e non allontanarsi!

4 – La riforma della disciplina della prescrizione:

Questo è il punto che, a ragione, ha sollevato più critiche da parte degli avvocati penalisti e delle Camere Penali.

La nuova norma prevede la sospensione del decorso della prescrizione per ben 18 mesi dal momento della sentenza di condanna. Questo viene fatto, così si giustifica il Legislatore, per adempiere agli obblighi scaturenti dall’art. 111 della Costituzione e dall’art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (ragionevole durata del processo).

Va da sè che è un paradosso incredibile il voler garantire una durata ragionevole del processo…aumentando i tempi del processo stesso!
L’unica cosa da fare, lo ripeto e lo ripeterò ancora ed ancora, per garantire una durata ragionevole di un processo è investire nella Giustizia, aumentando il personale pubblico (cancellieri, segretari e Giudici), facendo lavorare più persone per migliorare il servizio… queste riforme a costo 0 (consolidate da anni) non fanno che impoverire la Giustizia stessa, senza portare risultato alcuno….assolutamente contrario!

5 – Riduzione dei tempi per le indagini:

Molto bello a parole ma se non si stanziano fondi per aumentare il personale che ruota dentro ed attorno la Giustizia il tutto non può che restare un bel discorso senza riscontro nella realtà.

Rems e infermità mentali. non lo so non sono informato – argomento delicato, comunque oggetto di rinvio al governo

20 giorni per opposizione archiviazione: Questo è un punto leggermente positivo per noi avvocati che, messi all’interno di un sistema in cui – coloro che indagano e coloro che poi decidono – si prendono i tempi che vogliono, senza conseguenza alcuna, almeno abbiamo 10 giorni di tempo in più per scrivere un’opposizione.

6 – Udienza a distanza:

La partecipazione a distanza al procedimento diviene la regola nei seguenti casi:

  • la persona si trova detenuta per un delitto di mafia o comunque particolarmente grave;
  • la persona è ammessa a misure di protezione.

L’eccezione alla regola – ovvero la presenza fisica in udienza – può essere prevista dal giudice con decreto motivato; tale eccezione non opera mai per i detenuti soggetti alle misure di detenzione speciale di cui all’articolo 4-bis dell’ordinamento penitenziario.

L’aspetto preoccupante di questa novità non rappresenta la novità in sè, bensì la possibilità che questo sia l’inizio di un orientamento che vuole gli imputati ed i condannati ben lontani dalle aule di Giustizia. Contrario e preoccupato.

7 – Intercettazioni:

Si prevede una nuova fattispecie penale (punita con la reclusione non superiore a 4 anni) volta a punire coloro che diffondano il contenuto di riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni telefoniche fraudolentemente captate, con la finalità di recare danno alla reputazione. La punibilità è esclusa quando le registrazioni o le riprese sono utilizzate nell’ambito di un procedimento amministrativo o giudiziario o per l’esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca.

Su questo sono d’accordo….ma andiamo avanti (la fregatura è sempre dietro l’angolo)…

Si disciplinano le intercettazioni di comunicazioni o conversazioni tra presenti mediante immissione di captatori informatici (cosiddetti Trojan) in dispositivi elettronici portatili, prevedendo, in particolare, che si possa procedere in tali casi ad intercettazione ambientale senza limiti solo per i procedimenti di mafia e terrorismo.

Ed infatti… le intercettazioni dovrebbero limitarsi alle indagini su determinati fatti oggetto di reato.
La previsione di uno strumento per entrare facilmente all’interno dei computer degli indagati può far ottenere molte più informazioni di quelle che servirebbero per il procedimento in sè.
Non dimentichiamo che stiamo in un mondo in cui le notizie vengono vendute. Non dimentichiamo quante intercettazioni, che non avevano nulla a che fare con il procedimento penale per il quale furono disposte, siano state pubblicate dalla stampa (con grande mistero su chi le abbia diffuse…..).

Non posso che essere contrario: nella legge non è stabilita nessuna forma di garanzia per l’intercettato.

 

8 – Delega per la riforma dell’ordinamento penitenziario:
La disposizione di delega  contiene infine specifici principi e criteri direttivi per l’adeguamento delle norme dell’ordinamento penitenziario alle esigenze rieducative dei detenuti minori di età, con riferimento tanto alle autorità giurisdizionali coinvolte, quanto all’organizzazione degli istituti per i minorenni, passando per la revisione delle misure alternative alla detenzione e dei benefici penitenziari, con particolare attenzione all’istruzione ed ai contatti con la società esterna, in funzione di reinserimento sociale.

Sono d’accordo con lo spirito di questa modifica ma vedremo cosa riserverà (e quando) l’attuazione.

 

CONCLUSIONI:

Questa a mio avviso è una riforma allarmante.

Questo perchè è una riforma con bei slogan ma che nel concreto vedrà l’attuazione di sole norme volte ad allontanare il cittadino dalla Giustizia.

Le vere riforme che andrebbero fatte sono quelle volte all’incrementare il personale che ruota attorno alla Giustizia. Solo così si potrà sbloccare un sistema ormai saturo. Solo così si potrà garantire una durata ragionevole del processo. Solo così si potrà effettivamente e concretamente investire sulla Giustizia. Solo così si tornerà ad avere fiducia in essa.

CC

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