Cassazione: Non obbligatorio interrogare indagato se cade misura cautelare per motivi formali

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Depositate le motivazioni delle Sezioni Unite penali n. 28270/2014 in merito alla necessità di un nuovo interrogatorio per la riemissione del provvedimento cautelare divenuto inefficace ex art. 309 c.p.p. commi 5 (mancata trasmissione atti) e 10 (mancata tempestiva decisione su riesame).

Precedentemente la Quinta Sezione Penale, sempre della Suprema Corte di Cassazione, aveva rimesso alle Sezioni Unite il quesito “Se sia necessario il previo interrogatorio in caso di nuova emissione di misura cautelare, a seguito di dichiarazione di inefficacia di quella precedente, per il mancato rispetto dei termini nel procedimento di riesame”

I giudici osservano come in realtà non sia riscontrabile nella giurisprudenza di legittimità un reale orientamento contrario rispetto a quello oramai consolidato secondo cui, nell’ipotesi di emissione di nuova misura custodiale in seguito alla dichiarazione di inefficacia, ai sensi dell’art. 309 c.p.p., commi 5 e 10, di quella precedente, il giudice per le indagini preliminari non ha il dovere di interrogare l’indagato prima di ripristinare nei suoi confronti il regime carcerario e non è tenuto a reiterare l’interrogatorio di garanzia neanche successivamente quando la misura cautelare precedentemente emessa sia caducata per motivi esclusivamente formali, sempre che l’interrogatorio sia stato in precedenza regolarmente espletato e sempre che la nuova ordinanza cautelare non contenga elementi nuovi e diversi rispetto alla precedente.

A tale consolidato orientamento il Collegio aderisce pienamente, dato che l’interrogatorio in questione è posto a garanzia dell’imputato, sicchè tale garanzia non ricorre ove lo stesso sia stato messo nelle condizioni di esprimere in precedenza le sue difese sulla medesima imputazione (Sez. 2, n. 9258 del 23/11/2012, Sarpa. Rv. 254870).

Segue il principio di diritto affermato dai giudici:

«Nell’ipotesi di emissione di nuova misura cautelare custodiale in seguito alladichiarazione di inefficacia, ai sensi dell’art. 309 c.p.p., commi 5 e 10, di quella precedente, il giudice per le indagini preliminari non ha il dovere di interrogare l’indagato prima di ripristinare nei suoi confronti il regime custodiale e non è tenuto a reiterare l’interrogatorio di garanzia neanche successivamente, sempre che l’interrogatorio sia stato in precedenza regolarmente espletato e sempre che la nuova ordinanza cautelare non contenga elementi nuovi e diversi rispetto alla precedente».

Ad avviso dello scrivente, ripetere un qualcosa posto a garanzia del diritto alla difesa, non è mai un’esagerazione. Per questo motivo non mi trovo in accordo con questa sentenza.

Carlo Chialastri

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