Amnistia: prima una ogni due anni, ora tarda da 25.

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Prevista dall’art. 79 della Costituzione, l’Amnistia rappresenterebbe un forte impulso per la risoluzione dei problemi sul sovraffollamento dei carceri in Italia.

Nonostante i continui richiami (e le salate multi comminate) da parte dell’Unione Europea, in Italia si continua a prendere sotto gamba questa situazione, avvicinandoci lentamente verso l’ennesimo ultimatum dato dall’Unione Europea (28 maggio).

Proprio in vista di questo ultimatum, domani 23 aprile, il Ministro della Giustizia dott. Andrea Orlando, presenterà un intervento al fine di giungere ad una soluzione.

Paradossale il caso in cui l’Italia non predisponga alcuna riforma entro il termine stabilito dall’Unione Europea…vi sarà infatti una tanto minacciata multa…ma questa multa a carico di chi sarà? Dei parlamentari che non hanno svolto i loro compiti? O sarà l’ennesima multa messa a carico delle casse dello stato? Naturalmente la risposta è scontata.

Nonostante io sia uno di quei pazzi che crede che il problema del sovraffollamento dei carceri si possa risolvere solo nelle scuole, con l’insegnamento dei valori sulla corretta convivenza nella società e dell’educazione dei bambini, penso anche che ora l’amnistia sia necessaria come non mai.

Con una breve ricerca potremmo trovarci davanti un risultato imbarazzante.

Dal 1942 al 1990 l’amnistia è stata concessa ben 30 volte, quindi ad occhio e croce una volta ogni due anni.

Avete capito bene, dal 1990 fino ad oggi non è stata più concessa neanche un amnistia!

Come è possibile ciò? Perchè vi è stato questo cambio di tendenza?

Dal 1992 l’ultima riforma costituzionale ha attribuito questo potere al Parlamento, come espressione della volontà popolare abbracciando un principio più democratico, con votazione a maggioranza qualificata e particolare proprio per la serietà della materia che si va a deliberare.

Come suol dirsi, il legislatore, “per abbracciare un principio più democratico”, ha sostanzialmente levato questo beneficio.

Questa riforma sarebbe stata consona in uno Stato che funziona, dove il Parlamento pensa veramente al bene dei propri cittadini e lavora per conseguirlo…purtroppo questa non è l’Italia, ed il problema dell’amnistia lo ha evidenziato per l’ennesima volta.

Carlo Chialastri

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