Ora d’aria non prevista agli Arresti Domiciliari

Nell’articolo di oggi esaminerò un aspetto particolare della previsione legislativa, mostrando, ulteriormente, come ci siano delle divergenze illogiche sul trattamento previsto dalla legge tra un detenuto in carcere ed un indagato agli arresti domiciliari.

Come sappiamo, ai detenuti in carcere è permessa, o meglio, è garantita la così detta “ora d’aria” dall’art. 10 della Legge 26 luglio 1975 n. 354 “Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà” che recita:

Ai soggetti che non prestano lavoro all’aperto é consentito di permanere almeno per due ore al giorno all’aria aperta (cd. ora d’aria). Tale periodo di tempo può essere ridotto a non meno di un’ora al giorno soltanto per motivi eccezionali.

La permanenza all’aria aperta é effettuata in gruppi a meno che non ricorrano i casi indicati nell’ articolo 33 e nei numeri 4) e 5) dello articolo 39 ed é dedicata, se possibile, ad esercizi fisici.”

Vediamo come siano garantiti più che giustamente, ai detenuti almeno due ore al giorno di aria aperta. Sappiamo anche grazie a numerosi studi come sia necessario per l’essere umano lo stare sotto al sole, respirare aria fresca, svagarsi.

Sappiamo anche invece che gli arrestati ai domiciliari non hanno la possibilità di beneficiare di questa garanzia, di questo diritto.

Questo a mio avviso non è giusto, e mi auspico una riforma che preveda la possibilità per l’indagato agli arresti di poter passare almeno un ora nel terrazzo del condominio, o nel cortile interno. Questa possibilità già avviene, ma solo se debitamente richiesto, e dopo la decisione del giudice. Sarebbe invece più corretto a mio avviso il prevederlo legislativamente.

Numerosi sono i casi di soggetti agli arresti domiciliari che hanno come unica dimora un monolocale, minuscolo, senza balconcino…e dove magari vivano anche da soli.

Per loro, lo stare anche “soli” 6 mesi, senza neanche l’ora d’aria, può rappresentare una vera e propria tortura.

Ricordo che stiamo parlando di persone indagate dove vi sono sì sospetti di colpevolezza, ma dove il processo si stà ancora svolgendo, quindi ancora non sono state ritenute colpevoli del reato contestato.

Grazie per la lettura

Carlo Chialastri

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