Fuga dagli Arresti: Evasione

Come si apprende dal sito della Polizia di Stato (http://www.poliziadistato.it/articolo/view/32680/) un tunisino di 42 anni è stato arrestato pochi giorni fa a Messina per non essere stato trovato nella propria abitazione durante il controllo di routine.

Ricordo che qualora un soggetto, destinatario di una misura cautelare degli Arresti Domiciliari, esca dalla propria abitazione senza permesso, dato che sarà ritenuta come una fuga dagli arresti…non si leverà semplicemente la misura cautelare (con conseguente trasferimento dell’individuo in carcere) ma si aprirà un ulteriore procedimento con il capo d’imputazione del reato di evasione.

Riportiamo integralmente il testo dell’art 385 del Codice Penale:

Chiunque, essendo legalmente arrestato o detenuto per un reato, evade, è punito con la reclusione da sei mesi ad un anno.
La pena è della reclusione da uno a tre anni se il colpevole commette il fatto usando violenza o minaccia verso le persone, ovvero mediante effrazione; ed è da tre a cinque anni se la violenza o minaccia è commessa con armi o da più persone riunite.
Le disposizioni precedenti si applicano anche all’imputato che essendo in stato di arresto nella propria abitazione o in altro luogo designato nel provvedimento se ne allontani, nonché al condannato ammesso a lavorare fuori dello stabilimento penale.
Quando l’evaso si costituisce in carcere prima della condanna, la pena è diminuita.

Seppur scontato, è doveroso dire che sarebbe meglio non trovarsi in questa situazione, dato che si complicherebbero non uno, ma ben due processi distinti (immaginate quanto sia dura per un Giudice assolvere un soggetto “fuggito” dagli arresti domiciliari).

Carlo Chialastri

 

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